In quel di Edinburgo, sorseggiando uno di miei Darjeeling preferiti, per accingermi a scrivervi della Chado (la via del thé)....e quale orario migliore, se non le 5.00pm?
Mentre pensavo a come rendere questo 'articolo' il più chiaro, leggero, ma allo stesso tempo esaustivo possibile, ho valutato il poter fare un resoconto storico, ma probabilmente sarà più corretto partire dalla panoramica più conosciuta, per sfatare qualche falso mito e gettare un po' di chiarezza su alcuni concetti. ;)
Quello che forse molti sanno è che la cerimonia del thé non è una sola, e si hanno le prime testimoniante di utilizzo di thé in Giappone già dal IX sec. ( in foglie ed impiegato da monaci cinesi scopo medico) mentre, quello che forse è meno noto ( e poco chiaro persino ad alcuni docenti...) è che l'origine della cerimonia 点茶 (Tencha) è da ricercare solo intorno al XII sec. momento in cui il monaco Eisai introdusse l'utilizzo di matcha (thé verde ridotto in finissima polvere) in quelle che sarebbero poi diventate le prime cerimonie, che han dato origine alla tradizione che a sua volta ha originato tutte le varianti (divise in scuole) che ancora oggi mantengono viva la tradizione.
Ogni parte della cerimonia è divenuto fondamentale anche per differenziare e caratterizzare una scuola rispetto ad un'altra, e deve esse curato nei minimi dettagli.
Ci sono dei fiori che devono essere disposti rispetto ad altri, colori da indossare per il kimono ( attualmente è preferibile indossare il kimono, o abiti occidentali eleganti), il momento in cui si può prender posto sul tatami è prestabilito dal cerimoniale, ed anche l'ordine con cui ci si deve accingere verso la propria chawan ( tazza da thé - normalmente fatta a mano da artigiani locali, spessa e con il fondo vuoto o pieno a seconda della stagione e se il thé deve freddare prima o più tardi).
I dettagli vanno a costituire il temae, e sono troppi ( e vari) per poterli elencare in un blog, ma rimando ad alcune scuole che danno dimostrazioni live ( a cui si può prender parte), come la Urasenke ( con sedi e dimostrazioni sparse sul territorio, e a Roma in particolare dov'è la maestra fondatrice) ed altre.
Come già accennato la disposizione dei fiori è fondamentale, ed è nota come chabana, che riprende alcuni elementi dell'ikebana.
Questa è la panoramica generale, se avete domande o curiosità su alcuni dettagli, non esitate a commentare e quanto prima vi fornirò maggiori info in merito.

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