Saturday, 17 March 2012

Hanami - guardare i fiori tra antichità e modernità

Benvenuti a tutti sul mio nuovissimo blog! Considerando il periodo in cui ci troviamo, direi di iniziare questo spazio con un post riguardo qualcosa tipica della stagione.


Eccomi dunque, a scrivervi dell' Hanami (花見 "guardare i fiori"): un' usanza tipicamente giapponese che, in primavera, vede milioni di persone approfittare della fioritura degli alberi (in particolare i ciliegi che, con i loro fiori - sakura  - oggi sono più frequentemente utilizzati come simbolo di questa tradizione)per recarsi nei parchi più ricchi di alberi, e trascorrere qualche ora all'aria aperta, sotto i petali degli alberi in fiore, cercando di riuscirci prima che questi sfioriscano del tutto.

Genji Monogatari - Hana no Ue


Una raffinata tradizione che ha origini nel periodo Nara (710-794) periodo in cui però gli hana osservati erano quelli dell'ume 梅, ossia dei prugni; successivamente, in epoca Hean, più precisamente grazie ad una famosa scena nel romanzo Genji Monogatari * (opera della dama Murasaki), l'hanami inizia ad essere associato  esclusivamente ai fiori di ciliegio.
Ancora prerogativo dell'élite nipponica fino al periodo Edo (1603-1868), fu l'Imperatore Saga (785-842) ad adottare l'hanami come pratica abituale di corte, durante la quale era solito comporre haiku ispirati ai fiori di ciliegio e consumare sake con gli altri membri della corte di Kyoto (antica capitale).**

Nel Giappone shinto, che crede(va) alla presenza di kami all'interno anche degli alberi, praticare l'hanami era considerato in primis un rituale mediante il quale ringraziare e portare offerte ai kami, ma come tante altre tradizioni, è andato nel corso dei secoli a perdere quella connotazione religiosa che lo caratterizzava, riducendosi ad una semplice gita fuori porta (anche se, considerando la vita contemporanea condotta in Giappone, alcuni persino riescono solo a fare il loro hanami  nella "triste quanto breve" pausa pranzo).




Come tutte le usanze con radici antiche quindi, questa pratica dovrebbe far riflettere anche filosoficamente su alcuni elementi, come ad esempio il simbolo principale e più immediato, ossia il fiore che sboccia, e che in milioni accorrono ad ammirare ammassandosi in parchi sovraffolati, e perdendo quella connotazione spirituale dell'evento; il fiore, infatti, con i petali bianchi che cadono sul prato verde, dovrebbe fornire uno spunto di meditazione (quasi impossibile nelle condizioni in cui si conduce l'attuale hanami), e dovrebbe far riflettere ad esempio, su quanto sia volubile e fragile la bellezza e la vita umana e su cosa di più duraturo ci sia a cui dedicarsi.




Il famoso proverbio 花よりだんご (hana yori dango) che si può riassumere in "prima il cibo poi i fiori" è originariamente associato all'evoluzione culturale che ha assunto l'hanami nel contesto sociale nipponico, e critica quindi ciò che è diventato, ossia un evento in cui le persone si concentrano maggiormente sull'aspetto pratico, ossia il cibo, piuttosto che sull'aspetto filosofico e religioso che era all'origine del tutto.

Ma come già accennato, è anche ormai usanza "esportata" all'estero, tra i giapponesi abroad, i fans ed estimatori della cultura giapponese, la festa degli alberi in fiore è oramai internazionalmente divenuta un'occasione per pranzare all'aria aperta e sfoggiare le proprie abilità culinarie ed artistiche con i famosi o-bento (お弁当 ) : un astuccio più o meno grande in cui posizionare le varie pietanze, ed in cui molti si cimenta con impegno, aggiungendovi un tocco kawaii (carino). Come? beh, semplice. Si creano faccine sorridenti, animali e personaggi buffi disponendo ed intagliando il cibo in modi particolari.








Curiosità:

Una variante molto suggestiva dell'hanami è lo yozakura  夜桜 , ossia l'hanami svolto di notte, e alla luce di lanterne molto caratteristiche.




yozakura






Note:


* Il capitolo a cui mi riferisco è l'ottavo dal titolo 花宴Hana no En (sotto i fiori). 


**All'inizio la pratica dell'hanami era osservata solo dalla corte Imperiale, ma durante l'epoca Azuchi-Momoyama (1568–1600) anche i Samurai iniziarono a prendervi parte o comunque a svolgerlo. Fu proprio grazie al leggendario Shogun Tokugawa Yoshimune  (徳川 吉宗,  27  novembre 1684 – 12 Luglio 1751) che tutte le persone, di ogni ceto sociale, poterono iniziare a praticare l'usanza dell'hanami; egli, infatti, fece piantare numerosi alberi di ciliegio, in diversi parchi e giardini pubblici, per incoraggiare il diffondersi di questa usanza.

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